Quando i marziani invadevano Milano

di Antonio Caronia

1. Dentro il movimento, non dentro il fandom

Il primo numero di Un’ambigua utopia uscì nel dicembre del 1977. Il nono e ultimo nel maggio del 1982. Il nome della rivista era una citazione del sottotitolo di uno dei più noti romanzi di fantascienza “politica”, da poco arrivato in Italia, The Dispossessed, di Ursula K. Le Guin1. An Ambiguous Utopia diceva bene, così ci sembrava, la nostra condizione di freschi esuli da un’esperienza politica drammaticamente (per alcuni traumaticamente) conclusa quanto alle forme e ai modi dell’impegno, ma per nulla messa in soffitta quanto alle ragioni della ribellione e a una persistente volontà di sovversione. Continue reading “Quando i marziani invadevano Milano”

Quando cambierà

La mutazione è in corso. Ognuno di noi c’è immerso fino al collo o invischiato fino ai neuroni, se preferite, perché è dello spazio interno che, anche, si parla. Non abbiamo ancora modo, così, in mezzo al guado, di voltarci indietro, valutare la strada percorsa, e neppure di apprezzare quanto disti l’altra riva. Anzi, se vogliamo dirlo da dentro le nostre angosce, non sappiamo neppure se altra riva vi sia. Forse siamo destinati a tramutarci, per un po’ di tempo, in animali acquatici. Che importa? Le apprensioni per il futuro (chi ne ha), e comunque le insicurezze di un cammino troppo poco noto e – ne siamo sicuri – troppo pieno di insidie, si mischiano in noi con una specie di euforia e di esaltazione, che è la veste che assume la consapevolezza della fine di un’esperienza, della rottura che – ci siamo accorti – ci accompagna ormai da più di qualche mese. Continue reading “Quando cambierà”

Scomodo a tutti, forse anche a se stesso: Primo Moroni

Primo Moroni è stato sempre utile a tutti, ricercato per consigli (ricordo un pranzo in trattoria con un compagno ferroviere che si voleva licenziare e trasferire a Firenze e aprire una libreria, e domande, e dubbi, e…); per “interviste impossibili” come quella di Ida Faré che lo interroga sul femminismo;1 per parlare, parlare: quanta cultura orale è passata dentro quella libreria Calusca, luogo instabile dalla collocazione precaria che si è spostato in lungo e in largo per il C.so di Porta Ticinese per stabilirsi poi definitivamente nel posto più incerto della geografia metropolitana: un centro sociale occupato.2  Ma è stato scomodo Primo, anche per quel suo attraversare mondi, luoghi, esperienze affatto diverse tra loro. Scomodo a se stesso? È lecito crederlo leggendo la sua autobiografia3 e le varie altre riflessioni autobiografiche sparse, qua e là, nei suoi vari interventi scritti o registrati dal vivo. Continue reading “Scomodo a tutti, forse anche a se stesso: Primo Moroni”

Primo e Antonio

Cesare Bermani nella postfazione all’autobiografia di Primo Moroni (Primo Maggio n.18 autunno-inverno 1982, p. 27-37) parla della Libreria Calusca come un “luogo d’incontro e di azione, un crocevia della ‘diversità’, un ‘porto franco’ di dialogo rivoluzionario con tutto ciò che una grigia città di plastica e cemento condannava e/o cercava di recuperare alla logica della merce”. E su Primo aggiungeva: “da tutti Primo ha appreso e a tutti ha insegnato qualcosa, riuscendo spesso a cambiare cose e persone”, per finire definendolo lapidariamente come un “personaggio complesso, e anche per questo scomodo e poco capito”. Continue reading “Primo e Antonio”

A titolo introduttivo

Un benvenuto a tutte e tutti,

dal prossimo 31 maggio, a tutto il mese di giugno, la Fondazione MUDIMA di Milano ospiterà una mostra di Giuliano Spagnul e Marisa Bello dal titolo CON PRIMO MORONI E ANTONIO CARONIA.

Con l’occasione Giuliano Spagnul, Paolo Gallerani e Alberto Abo Di Monte hanno curato due serate e un’intera giornata di incontri, performance, tavole rotonde con un ricco palinsesto di relatori.

Il programma completo delle attività è già disponibile a questo indirizzo. Per ogni curiosità, approfondimenti o per inviarci contributi utili a fortificare questo nostro omaggio ad Antonio Caronia e Primo Moroni e alla loro eredità culturale, vi invitiamo a scriverci.