Torcibudella. A. Caronia per Linus

Antonio Caronia (Linus ottobre 1985)

Dilaga ormai nel cinema horror un robusto e realistico compiacimento nella rappresentazione del disfacimento della carne. Dai primi, timidi zombi di Romero, ancora riservati nell’esibizione del proprio pus, siamo passati ai lupi mannari americani di John Landis, generosi in fistole e occhiaie verminose, per finire al mosto burlone e squartatore di Nightmare – Dal profondo della notte di Wes Craven, che non scherza neppure lui quanto a putredine e schifo. Continue reading “Torcibudella. A. Caronia per Linus”

Milano, istruzioni per l’uso (prima parte)

1^ Parte

Premessa

Si può parlare della città in molti modi. Esiste ormai una bibliografia così vasta da essere quasi inutilizzabile. Certamente si può limitare il campo, si può parlare ad esempio della città a partire dalla rivoluzione industriale o dalle grandi megalopoli del sud del mondo; ma in ogni caso ci si trova di fronte a un compito sterminato. In questo senso molti scelgono di fare astrazioni teoriche, sintesi possibili, ma così facendo si perde una parte della vita, delle percezioni del mondo che si formano dentro la città. D’altronde Benjamin, che dalla città era affascinato, fu costretto a scrivere centinaia di pagine per raccontare-interpretare la sola Parigi. Io proverò più modestamente a raccontare per frammenti una città come luogo possibile della mente, dell’uso e del vissuto che una parte dei suoi abitanti ha praticato indipendentemente dalle intenzioni degli urbanisti o degli ingegneri programmatori.

Una città da immaginare

La città è Milano. Metropoli industriale e di fabbrica diffusa (a differenza della Torino quasi esclusivamente operaia e dominata da una monoborghesia), luogo di commerci, città-stato con molti satelliti (Brescia, Bergamo. Como, Pavia ecc., ma nel passato anche Pavia, Piacenza, Novara, Verona). Continue reading “Milano, istruzioni per l’uso (prima parte)”

Un’ambigua utopia nella città viva

Da Linus dicembre 1981, di Antonio Caronia

Diceva Paolo fabbri al convegno ferrarese su “Città e metropoli” dell’ottobre scorso che la città è un fenomeno immaginario: nel senso che, come tutti avete capito, lo spazio fisico cittadino, l’agglomerato delle case, delle strade e delle piazze è il luogo di percorsi e traiettorie che non solo noi compiamo, quotidianamente e eccezionalmente, ma che proprio ci definiscono. Noi cittadini siamo, cioè, i nostri percorsi, le nostre fermate, il nostro girovagare nella città. La quale, proprio per questo, non è unica: in quelli che a noi sembrano gli stessi spazi convivono una città diurna e una notturna, una città degli adulti e una degli adolescenti, e così via. Continue reading “Un’ambigua utopia nella città viva”