Per Primo Moroni: Philip K. Dick, i Centri Sociali e gli ombrelli di luce.

Marisa Bello e Giuliano Spagnul

Centro Sociale Leoncavallo 8 aprile – 8 maggio 1999

Costruire immagini, assemblare materiali su Dick ripensando a primo è stato anche ritrovare un tempo della memoria in cui si agglutinavano in maniera insolita molti tipi di materiali. Avevamo deciso di lavorare con materiali di scarto recuperati dall’immondizia metropolitana e lasciare il progetto con una griglia tanto larga da poter essere modificata da ogni incontro con altre persone, idee, materiali. Il metodo di lavoro a nostra insaputa è diventato sempre più associativo, aggregativo, a volte sembrava che oggetti e scarti di materiale dalle funzioni più diverse si mettessero insieme quasi da soli, con una volontà narrativa autonoma. Continue reading “Per Primo Moroni: Philip K. Dick, i Centri Sociali e gli ombrelli di luce.”

Philip K. Dick: Deus absconditus

di Antonio Caronia

(Il Manifesto – Alias, 16 febbraio 2002, col titolo “Una realtà imperfetta con un dio di serie B”, ripubblicato in Universi Quasi Paralleli, CUT-UP Edizioni, Roma 2009)

Una delle più vivaci argomentazioni sulla giustizia di Dio (teodicea, secondo il termine di Leibniz) che mi sia capitato di leggere si trova nelle prime pagine di Valis, il romanzo scritto nel 1978, e pubblicato nel 1981, ispirato alle esperienze di Dick del 2-3-74. Vale la pena leggerla per esteso. Continue reading “Philip K. Dick: Deus absconditus”

Nulla è dato per sempre

Nulla è dato per sempre

Abstract

“Alle volte il mondo corre il serio pericolo di finire senza che nessuno se ne accorga. Così, di colpo. Se questo non è ancora successo forse ciò è dovuto a delle piccole azioni che alcuni esseri umani hanno compiuto con naturalezza e senza enfasi. Nessuno li ha ringraziati per questo, ma la felicità che hanno potuto provare in quei momenti li ha comunque ricompensati.”  (Più prudentemente sarebbe  meglio dire: forse li ha in qualche modo ricompensati)

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Non abbiamo futuro

“Non abbiamo futuro, perché il nostro presente è troppo mutevole. Abbiamo solo rischi di gestione. La ricomposizione degli scenari a partire dai singoli eventi. L’individuazione di modelli” dice un personaggio di Gibson nel romanzo L’accademia dei sogni

Ma c’è di più della nostra realtà. La messa a valore del linguaggio e delle relazioni implica la riduzione del linguaggio ad algoritmo, della relazione alla connessione. Implica la restrizione degli spazi di libertà, l’assoggettamento dei corpi, la normalizzazione dei linguaggi. Restrizione, assoggettamento, normalizzazione, sono certo suggeriti dal sistema politico, economico, mediatico, ma sono realizzati dalla più capillare rete di carcerieri che mai si sia vista: noi stessi. Così funziona oggi l’intreccio (al quale Michel Foucault dedicò i suoi studi), tra la società della disciplina e la società del controllo (spesso dell’autocontrollo). Ecco perché (per usare il termine spinoziano di Benasayag) questa è l’epoca delle “passioni tristi”. Continue reading “Non abbiamo futuro”

Il 68

Dopo il successo della seconda giornata di #MoronieCaronia non si fermano le nostre pubblicazioni di contributi, in vista della terza e conclusiva attività di accompagnamento della mostra.

Oggi però apriamo la settimana con un fuori-programma perché questo mercoledì la mostra sarà accompagnata da una presentazione de “Il ’68 sociale politico culturale“, pubblicazione di Derive approdi curata da Alfabeta2.